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L'itinerario degli Ulivi
alla "Chiusa" permette di apprezzare le
caratteristiche più suggestive che il paese presenta: il mare, i
verdeggianti ulivi, i paesaggi mozzafiato nonché la tipicità delle
strutture architettoniche.
Partendo dalla piazza del paese si intraprende una dolce discesa tra i
vicoli del paese, talvolta stretti budelli, talaltra naturali punti
panoramici sul mare.
Si arriva alle pendici del paese dove si scorgono lo splendido e
imponente Palazzo Ciaccio e i resti di un Convento
francescano, risalente al 1500. Ai piedi della torre
campanaria dell'impianto religioso, dopo aver ammirato lo spettacolare
paesaggio che un tempo costituiva sottofondo alle preghiere dei monaci e
spesso, più tristemente, annuncio delle scorrerie saracene, si
intraprende la vera discesa al mare.
La stradina lastricata detta "chiusa"
ci immette in una serie mai interrotta di Ulivi secolari che, chiudendosi
sopra le nostre teste, formano un grande arco generatore d'ombra e di
splendidi giochi luminosi.
Per descrivere lo scenario al meglio è quanto mai opportuno citare le
parole di Ungaretti, il quale osservando Pisciotta dal mare lo vide diviso
in tre fasce, case costruite con "grandi arcate", ulivi
"sparsi come pecore a frotte" e case di pescatori, tanto bianche
da sembrare "tornite dall'aria in peristili".
Le grandi arcate caratterizzano i numerosi palazzi nobiliari del borgo
medioevale dal quale siamo partiti, gli ulivi secolari sono il contorno
alla discesa sul mare, le case di pescatori costituiscono la marina verso
la quale andiamo.
Immersi nel verde costeggiamo un lungo vallone formato dallo scorrere
di un tipico fiumiciattolo cilentano a regime torrentizio fino ad arrivare
alle prime case della Marina di Pisciotta.
Riprende per un po' il magico alternarsi di viuzze e strettoie che ci
fa giungere sul lungomare.
Qui la vista è mozzafiato, non riuscendo lo sguardo ad ammirare
interamente lo speccio di mare che va da Capo Palinuro alla torre "della
Punta", nei pressi della lontana Acciaroli.
Si tratta del famigerato Golfo Velino, teatro delle attività marinare
dei Focei, delle vacanze di Cicerone, Bruto, Augusto, nonché scenario del
filosofare del grande e misterioso Parmenide.
Mitigata l'estasi dell'impatto iniziale percorriamo il lungomare e
giungiamo alla spiaggia dell'Acquabianca,
e non v'è da aggiungere nulla dato il nome alla nitidezza delle acque,
dove camminiamo sulle tipiche agliaredde, le pietre levigate dal
mare che sulla costa cilentana si alternano alle spiagge dorate e
sabbiose.
Queste ci portano alla torre costiera che funge da giro di boa; si
tratta di una fortificazione cinquecentesca, a difesa dalle incursioni
saracene, come se ne trovano a decine su queste coste, un tempo funestate
dai pirati turchi.
Lo zampillo d'acqua dolce che scorgiamo ai suoi piedi ci suggerisce una
pausa dettata non dalla stanchezza ma dalla voglia di godere appieno di
quest'incanto.
Il clima mite suggerisce un salutare bagno nel placido mare ed allora i
sensi sono davvero appagati in ogni senso.
C'è tempo per percorrere la strada del ritorno e risulterà
inevitabile attardarsi i questo vero e proprio paradiso terrestre.
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Itinerario:
Dati tecnici:
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Ulivi della Chiusa
lunghezza: 3km circa
dislivello : partenza 175 m s/m
difficoltà: bassa durata:
1 ora
partenza: Pisciotta paese
arrivo: Marina |
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