Cicerone - Lettera all'amico e giurista velino Caio Trebazio Testa nella democratica e pacifica Velia (secondo una poetica e fantasiosa citazione di autori Cilentani ... ) 

Della spiaggia, del tempio, dei boschi oggi non v'è più traccia e questa è l'unica nostra memoria...

Classiche suggestioni aleggiano fra gli uliveti millenari, dove t'aspetti sempre di vedere eteree ninfe sfuggire ridenti alle attenzioni di un satiro.

Itinerari tracciati nella memoria della Magna Grecia, percorrendo sentieri impregnati dei profumi mediterranei, effluvii di ginestra confusi nella fragranza salmastra degli scogli.

E poi il mare, splendido, azzurro...  e le barche a vela poggiate sulla linea dell'orizzonte, spinte da una brezza leggerissima; e il cielo altrettanto luminoso e limpido, segnato da rare  nuvole, solcato da rari gabbiani plananti.

Torri costiere erette a difesa d'incursioni moresche e saracene, sferzate dai fortunali, scalfite dalla furia dei libecci, eppure ancora lì, appiglio sicuro di verdi e folti cespugli di capperi.

Sentieri inerpicati fra le colline, antichi tracciati di Briganti verso rifugi sicuri nella macchia impenetrabile.

Antichi mulini, e ingranaggi e presse assopite in un silenzioso abbandono; lì puoi ascoltare, chiaro, lo scialacquio di un fiumiciattolo o il richiamo di un merlo, se per un attimo abbandoni il suono incessante delle cicale...

C. M.