DADI A CASO

Mario D'Amato

Pedrini Editore - Torino

1990

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Italo Rocco

Quando includemmo nel secondo volume dell'Antologia Testimonianze, edita da Sìlarus sedici liriche di Mario D'Amato, scrivemmo: "Mario D'Amato porta nella letteratura una tipica manifestazione di poesia. Nota del suo canto è il taglio netto delle sue immagini. Pur non avendo pubblicato che una sola raccolta di poesie, egli ha già maturato la sua figura di poeta". In verità ancora prima, avevamo dedicato a Mario D'Amato una pagina di Sìlarus, dandogli il battesimo letterario e presagendo il suo futuro di valido poeta. Questa nuova raccolta - il titolo Dadi a caso è preso dalla lirica Dietro la siepe che pubblicammo nell'antologia Testimonianze - conferma il giudizio di allora e prova che l'iter poetico di D'Amato procede sicuro con ricchezza di nuove notazioni d'arte.

Tra la prima raccolta e la presente sono trascorsi sette anni, in cui la sensibilità del poeta si è arricchita di nuovi valori. Difatti questo settennio è stato contrassegnato dell'esperienza pittorica, sorta in lui, quasi come una folgorazione astrale e condotta avanti con impegno e passione ed oggi assunta a validità di arte. La pittura e lo studio di opere antiche e moderne, letterarie e filosofiche hanno affinato il suo Io spiri-tuale ed hanno dato corpo e sostanza alla innata genialità ed alle intuizioni di un tempo, portando nuova linfa alla sua lirica come è testimoniato in tutte e tre le parti, in cui si snoda la raccolta.

Il libro, dedicato alla memoria del fratello Nello, rapito dalla morte nel rigoglio della sua arte, impreziosito da singolari massime, illustrato da quadri suoi e del fratello Nello ed infine privilegiato da un'ampia introduzione critica di Aldo Spinardi , si presenta ai lettori con la garanzia di validità poetica.

Siamo sicuri che la pubblicazione, anche se termina con i versi: " … ma oggi/il flauto del poeta/incanta più nessuno? " incontrerà il favore del pubblico, perché 'muore giove, ma l'inno del poeta resta'.

Antonino Del Bono

Sono liriche originali, talvolta mordaci, suggestive e filosofiche, raccolte con l'incanto del poeta che si lascia conquistare pagina per pagina.

Sartre e Kafka, l'esistenzialismo e il realismo magico, tutto e nessuno.

Forse non ci sono riferimenti, perché Mario D'Amato, pittore e poeta, è essenzialmente sé stesso, ed ogni artista non ama lasciarsi incasellare in un arido filone costellato di stelle altrui. Poesie evocative ed impossibili, rapide ed orgiastiche, saettanti qua e là da folgori improvvise, da arditi accostamenti, da immagini dirompenti che scavano nell'animo, mettono a nudo il crepitare leggero della sferza che colpisce, e l'evocazione lenta e solenne delle sillabe che calano nell'intimo.

Ascoltate come D'Amato sa favellare con elegiaca possanza: "Su tastiere di vento/le dita della notte/martel-lano note./Assoli stonati di gufi/scheggiano diamanti di buio./Il radar di un pipistrello/vede i suoni/e improvvisamente s'impenna. /Ormai i sentimenti /sono vapori che si solidificano/in masse di ghiaccio./Vita da mòlide".

Musicale, dall'accento sonoro che ferisce, ha un'intima melodia che mette a nudo l'anima e sublima le immagini in una ruìna ignota del tempo, per trarre dalla quintessenza delle cose una sommessa e silen-ziosa sentenza cosmica e sociale.

Angelo Mistrangelo

Con il volume Dadi a caso (per i tipi delle Edizioni Pedrini di Torino) il poeta e pittore Mario D'Amato offre una chiara testimonianza del suo impegno, della sua volontà di trascrivere immagini, sensazioni, incontri che la parola rende più vivi e veri.

Si tratta di una poesia pacata, meditata, in cui è 'lo spirito che conta, anche se è condizionato dalla materia e inquinato da un destino che si rivela ostile, nutrito di avversità' (A. Spinardi).

Una poesia che nel dispiegarsi del verso rinnova il senso profondo degli umani destini, ritrova quel clima espressivo che fa del verso il tramite indiscusso per trasmettere le segrete inquietudini, le ansie, le angosce di questa nostra società: "Le radici del raziocinio/affondano nelle profondità/dell'anima e prigionieri/ci dibattiamo senza pace" (Mutamento).

Un linguaggio attento alle situazioni, un documento che sempre rivela i nessi con la propria interiorità, con quei silenzi che evocano memorie: "Silenzio/Le Alpi sono lontane/tu sei lontana/e mi seduce questo silenzio" (Il gioco del silenzio).

In questa silloge poetica Mario D'Amato racchiude le sue speranze, le delusioni, le vane certezze in una sensibile misura interpretativa: "Parole di pietra./Ho l'anima murata/e ci dividono trincee./Ai confini del tempo/ un angolo/troveremo anche noi".