Pisciotta, 20 gennaio 2004
La Chiesa madre di Pisciotta, dedicata ai ss. Apostoli Pietro e
Paolo, sorge su un sito che, in tempi remoti, apparteneva alla
nobile Famiglia Langellotti.
La prima notizia della Chiesa è del 1300. Infatti, in uno
scritto riportato nella Enciclopedia UTET alla voce
"Pisciotta", si legge di una "Ecclesia Sancti
Petri de Castro Pisceti". Chiesa antichissima, quindi, ed
edificata sui resti di altre due chiese preesistennti. Infatti, le
tracce del primo edificio sacro sono visibili nel vicolo Praiano
dove si può ammirare la facciata della antica chiesa,
originariamente di stile romanico.
La Chiesa di Pisciotta, per come è dato desumere dalla visite
pastorali minuziosamente descritte da Pietro Ebner nel suo libro
"Chiesa, Baroni e Popoli del Cilento", era ampia e
spaziosa, con diversi altari laterali di juspatronato appartenuti
alle famiglie gentilizie più importanti del paese.
Tra il 1716 e il 1731 la Chiesa viene ampliata in lunghezza,
tant'è che la cappella dell'Addolorata o delle Anime del
Purgatorio, precedentemente staccata, ne diviene parte integrante.
Ulteriore ampliamento la Chiesa subisce negli anni che vanni dal
1731 al 1746. Vengono, infatti, aggiunti due ambulacri laterali ed
è costruita la copertura a botte, con il rifacimento del
presbiterio e del coro.
Alla Chiesa, di pregevole fattura, si accede attraverso una porta
sufficientemente larga che immette nella navata centrale, coperta a
botte. La luce penetra da ampi finestroni che si aprono al di sopra
del cornicione interno e si inseriscono nella botte con delle
lunette. Alla navata centrale si affiancano due ambulacri laterali,
all'interno dei quali sono ubicate le cappelle di juspatronato. La
navata è collegata con gli ambulacri per mezzo di archi che si
elevano su grandi pilastri rettangolari. Per rendere più armonico
il contesto, ornamenti in gesso, quali cornici e festoni, insistono
sui pilastri sui quali, peraltro, sono state costruite anche due
doppie lesene.
L'abside, a forma semicircolare, chiude la navata centrale e
delimita un ampio presbiterio. La copertura dell'abside, a quarti di
sfera, poi forma il catino. L'innesto della navata centrale con il
l'abside forma, a sua volta, un grande arco trionfale.
Negli ambulacri laterali, come detto, insistono le varie Cappelle
di cui erano titolari le famiglie più nobili ed in vista del paese.
Alla destra della porta centrale di ingresso insiste la Cappella del
Monte dei Morti che, fino all'editto di Napoleone, era il Cimitero
superiore del paese.
La cappella è coperta con lamia a botte in pietrisco, a sesto
molto ribassato. In stile barocco, la cappella è raccordata con la
navata centrale in quanto posta non in posizione perpendicolare
bensì obliqua con l'asse della navata stessa. Nella cappella si
può ammirare un altare in marmo policromo nel quale sono
rappresentate le anime che espiano le loro colpe. Sopra il
tabernacolo, che rappresenta un bassorilievo dell'Ultima Cena, è
posta la bellissima statua lignea della "Madonna dei Sette
Dolori" del secolo XVIII. Nelle nicchia laterali possiamo
rinvenire le statue di S. Biagio, in legno policromo del XVI secolo,
e di S. Antonio da Padova, in legno, del secolo XIX.
In luogo della statua di S. Lucia, spostata in altro conveniente
spazio della chiesa, ora si può venerare la statua di S. Pio da
Pietrelcina, donata recentemente alla Chiesa, ex voto, da Salvatore
Fedullo e famiglia.
Nella cappella è conservata anche una antichissima tela di S.
Francesco che si trovava nel convento dei frati Francescani di
Pisciotta e che miracolosamente fu sottratta all'incendio appiccato
dai Saraceni allorquando attaccarono il paese il 7 giugno del 1640,
giorno del Corpus Domini.
Sottostante la tela si trovano tanti "ex voto" in oro e
in argento, donati ai santi intercessori negli ultimi secoli. Nella
cappella sono conservati, in una teca, anche i paramenti di Luigi
Pappacoda, nato a Pisciotta, che fu prima Vescovo di Capaccio
(1635-1639) e, successivamente, di Lecce.
In un prossimo articolo continueremo a trattare ancora della
nostra bella chiesa, che costituisce per i Pisciottani, oltre che un
luogo di culto e venerazione, il vanto e l'orgoglio del nostro
paese.
(*) Pasquale
Mautone è Avvocato presso il Foro di Vallo della Lucania - ha
condotto approfonditi studi storiografici su Pisciotta.
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