Pisciotta, 20 gennaio 2004
Dopo la cappella del Monte dei Morti, descritta nella prima parte
dell'articolo, si trova, nell'ambulacro di destra (per chi entra in
chiesa), la Cappella dell'Immacolata, già di juspatronato della
nobile famiglia Mandina.
Segue, poi, la Cappella della Trinità, che fu di juspatronato
della famiglia Trani, oramai estinta da tempo a Pisciotta.
Questa cappella successivamente fu di juspatronato della famiglia Forte
e, infine, della famiglia Pagano.
A completare l'ambulacro, v'è la Cappella di S. Sofia, già di
S. Gaetano. In luogo della Cappella del Corpo di Cristo, è stata
creata una porta che dà accesso alla attuale sacrestia.
Nell'ambulacro di sinistra, dal fondo, abbiamo la Cappella della
famiglia Perrelli, con sullo sfondo una antica statua fittile
della Madonna, menzionata nella visita Pastorale del 6 aprile 1667;
la sistemazione di questa statua nella cappella è avvenuta
sicuramente in epoca posteriore.
Nella parte sottostante all'altare, trovasi la statua di S.
Fedele. (Si tratta di un corpo mummificato che, secondo la tradizione,
apparterebbe al Santo; c'è testimonianza di un miracolo operato da
S. Fedele che in sogno mostrò il pozzo in cui era caduta una
bambina del Cilento - N.d.R.).
Successivamente, possiamo notare la Cappella dei Magi, già di
juspatronato della famiglia Ciaccio. Indi, rinveniamo la cappella di S. Agnello (il santo attualmente più venerato dai
pisciottani) che precedentemente era dedicata a S. Caterina, già di
juspatronato della famiglia Pappafico (pure estintasi a Pisciotta).
Infine, troviamo la Cappella dell'Annunciazione che fu di
juspatronato prima della famiglia Del
Giudice e poi della famiglia Saulle.
Nel luogo che era occupato dalla Cappella del Rosario, è
stato creato un accesso che porta al campanile e che interrompe
l'ambulacro all'altezza del quarto arco.
Ogni cappella è ricoperta
da cupola quadrangolare a sesto molto ribassato ed è ornata da
stucchi. La pala di ogni altare, rivestita di cornici e fregi, è
sormontata da un timpano su cui sono inserite delle figure
allegoriche in gesso, quali la Fede, l'Eucarestia, etc.
In fondo
all'ambulacro di sinistra, dicevamo, si erge la torre campanaria che termina
in una cella campanaria con alte e larghe monofore. La torre - che
esisteva già nel 1716 - in origine era più alta rispetto a quella
attuale; la tradizione narra che fu abbattuta dai fulmini. La
copertura, a terrazza, è fedele alla costruzione originaria.
Nella
chiesa, a sinistra del Presbiterio, rinveniamo la cappella che, un
tempo, fu della Confraternita del Corpo di Cristo (Congregazione
oggi inesistente a Pisciotta). In questa cappella è attualmente
posta la statua di S. Vito Martire che, insieme a S. Sofia e a S.
Agnello Abate, è il protettore del paese.
In fondo alla navata
principale, sulla parete, insiste un matroneo che fu costruito quasi
sicuramente per ospitare l'organo. In epoca successiva alla
costruzione degli ambulacri, nello spazio tra la Cappella di S.
Caterina e quella della Annunciazione fu costruita una porta
laterale per un più comodo accesso alla chiesa.
A destra
dell'ingresso principale, mal raccordata con la posizione della
chiesa, si trova la Cappella di S. Vincenzo Ferreri. Questa
cappella, costruita dopo il 1716, è di stile barocco, a base
quadrata, ed è coperta da una cupola in pietrisco. E' attaccata
alla Cappella del Monte dei Morti e raccordata all'angolo sud della
chiesa parrocchiale.
(*) Pasquale
Mautone è Avvocato presso il Foro di Vallo della Lucania - ha
condotto approfonditi studi storiografici su Pisciotta.
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