PISCIOTTA - Mandamento nel Napoletano, prov. di Principato
Citerore, circond. di Vallo della Lucania.
Ha una popolazione di 8863 abitanti, divisi nei quattro comuni
seguenti: Ascea, Centola, Pisciotta, San Mauro La Bruca.
PISCIOTTA - Comune.
Comprende due accentramenti di popolazione, due casali e diverse
case sparse.
Ha una superficie di 1156 ettari.
La sua popolazione di
fatto, secondo il censimento del 1861, contava 3431 abitanti (maschi
1680, femmine 1751); quella di diritto era di 3624: fino al 1867 la
popolazione di fatto contava abitanti 5150 (maschi 2827, femmine
2323); quella di diritto era di 3624.
La sua guardia nazionale
consta di tre compagnie con 304 militi attivi. Gli elettori
amministrativi nel 1865 erano 112, e 59 i politici, inscritti nel
collegio di Vallo della Lucania. Nel 1867 gli elettori
amministrativi erano 122, e 77 i politici.
Ha ufficio postale,
pretura di mandamento, delegazione di sicurezza pubblica, agenzia
delle tasse dirette.
Appartiene alla diocesi di Capaccio.
Il suo
territorio si stende in monte ed in colle. Il suolo è fertile;
squisiti ne sono i frutti: i vini e l'olio sono ricercati.
Il
capoluogo è fabbricato sulle falde di un colle, a seicento metri
dal mare. Sta a scirocco della foce dell'Alento, a maestro dal Capo
Palinuro, a mezzodì ed a 21 chilometri e mezzo da Vallo della
Lucania. Delle sue case molte sono ben costrutte, e tra esse
primeggia il palazzo marchesale Pappacoda, pel suo sito eminente e
pittoresco, e che prospetta il mare. Bellissima è la sua chiesa
madre ricettizia, col titolo dei Santi Pietro e Paolo. L'altura che
sorge al di sopra di questo borgo potrebbe essere il Promontorio
Pixunti di Strabone, in oggi chiamato Castello. Vi si notano pietre
lavorate, e dalla vantaggiosa sua postura si potrebbe argomentare
esservi stata costrutta una fortezza per difendere il paese dalle
incursioni dei barbari.
Annualmente si tiene una grossa fiera dal
giorno 13 al 15 giugno, nel qual ultimo giorno si celebra
pomposamente le festività di san Vito. Nelle vicine spiagge
marittime si fa pesca abbondante.
Nel porto di Pisciotta, durante
l'anno 1867, ebbe luogo il seguente movimento commerciale per la
navigazione di cabotaggio: approdi, bastimenti 126 di tonnellate
1583, tutti a vela e con bandiera nazionale, di questi, 98, di 1225
tonnellate, approdarono con carico; partenze, bastimenti 118 di 1393
tonnellate, tutti a vela e con bandiera nazionale; di questi, 97, di
1252 tonnellate, partirono con carico. Il movimento complessivo di
approdi e partenze fu di 244 bastimenti, di 2976 tonnellate, con 386
passeggeri.
Pisciotta si crede sia terra molto antica, o almeno
costruita sulle ruine di Bussento; ma, secondo l'Antonini, questo
non sarebbe che un errore in cui caddero molti cronisti: il
benedettino Berretta la confuse poi anche con Piscinola presso
Napoli. Strabone parla di Burentum, detto Pixus in greco, ma lo
addita in riva al fiume omonimo, poco lungi da Policastro. E' da
argomentarsi invece che la fondazione di Pisciotta abbia origine dal
1464, dopo che i Saraceni ebbero dato il guasto alla antichissima
città di Molpa che sorgeva quivi vicina. Infatti nella contrada
detta Casale, distante dall'attuale abitato poco più di mezzo
chilometro, ed ove probabilmente si ricoverava una parte degli
abitanti di Molpa dopo la disfatta toccata dai Saraceni, circa 84
are di terreno erano, secondo vetuste tradizioni, occupate dalle
case. In varie dissodazioni, e proprio ad occidente della sorgiva,
dalle abbondantissime acque e chiare acque, mentovate dall'Antonini,
fu rinvenuta una macina, ed in un terreno a libeccio di questa
sorgiva, si rinvengono ripetute volte molti ruderi di fabbrica che
accennavano essere di antiche abitazioni, e dei sarcofaghi con
ischeletri. A lato della cappella dedicata a S. Giovanni, di cui non
esiste memoria di fondazione, a due metri sotterra si trovò una
cinta murata in diciassette metri quadrati di terreno, divisa in
eguali scompartimenti, che venivano a formare dei sarcofaghi coperti
con pietra. In alcuni di questi si trovarono quattro o cinque
ciottoli quasi sferici, ossa che devono aver appartenuto a quaranta
cadaveri almeno, due arrugginite e consunte frecce di ferro, ed una
moneta d'oro, del valore di circa lire sei, che portava impresso una
specie di sole e delle cifre inintelligibili. Nella contrada di
Torracca, ad occidente (correttamente: ad oriente - n.d.r) ed a
circa 5 chilometri da Pisciotta, sopra un altipiano in riva al mare,
scorgonsi gli avanzi di un tumulo, che dalle più antiche tradizioni
e dal citato Antonini viene ritenuto per quello innalzato a Palinuro
dalla superstizione degli antichi abitanti per placare i suoi Mani.
L'arma del comune di Pisciotta consiste in uno scudo coronato d'oro,
diviso orizzontalmente per parti uguali. La superiore, in campo
d'argento, ha una pianta verde di bosso su terreno dello stesso
colore; e la inferiore, in campo azzurro ha una nave d'oro sopra
flutti d'argento. Dall'estremo basso dello scudo si partono due rami
di verde: l'uno, a dritta, è d'ulivo; l'altro di vite.
Fu feudo dei
della Marra: da questi fu acquistato pei signori Pappacoda, che ne
ebbero il dominio con titolo marchionale.
Molte delle surriferite
notizie e lo stemma debbonsi alla cortesia dell'onorevole Sindaco di
questo comune.
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