La dibattuta questione sulle origini del nome e sull'epoca della fondazione.

PISCIOTTA - Il Toponimo e le Origini

 Pasquale Mautone (*) 


Secondo la tesi più accreditata, il toponimo Pisciotta deriva da "Pixote", ovvero piccola Pixus, antica città posta nei pressi del fiume Bussento, dai Latini chiamata Buxetum.

La distruzione di Buxentum per opera dei Saraceni di Agropoli, presumibilmente avvenuta dopo l'anno 850, è narrata dal cronista medioevale Erchemperto, monaco di Montecassino, il quale, trattando di questa città, testualmente afferma: "totam supradictam terram crudeliter dilaniabant ". (tradurre "totam supradictam terram crudeliter dilaniabant ").

E' verosimile ritenere che i profughi, abbandonata la loro città per sfuggire alla furia dei Saraceni e per salvarsi la vita, ripararono verso queste contrade e, in ricordo della antica madre patria, vollero imporre a quel primo nucleo abitativo che si andava formando il nome di "Pixote".

Questa notizia viene confermata da autorevoli storici, tra i quali F. Cirelli che così annota: "Pixiotae, nel greco Pjsiotes (abitanti di Pixo), lasciata la madre patria più volte distrutta, vennero, almeno in parte, ad abitare queste plaghe".

Lo storico Giacomo Raccioppi, nel suo libro "Storia dei Popoli della Lucania e della Basilicata"(**), ritiene probabile che un gruppo di quel popolo, trasferitosi al di là del promontorio di Palinuro, diede origine "alle prime sedi del piccolo Pixo, o Pixoctum, che è il paese odierno di Pisciotta", attribuendo però il motivo della fuga dai parte degli abitanti di Pixo non agli attacchi dei Saraceni, bensì all' "aere pestifero del suo fiume che impaludava al versarsi al mare".

Il Giustiani, nel suo "Dizionario Geografico ragionato del Regno di Napoli "scrive di Pisciotta in questi termini:
"Terra in Principato Citeriore, in Diocesi di Capaccio, distante da Salerno miglia 52.
Si vuole antica, e surta dalla distruzione di Bussento, come dal FERRARI, dal BAUDRAN, da CARLO da S. PAOLO , da Mario NIGRO, da altri ancora e specialmente dal Vescovo di Capaccio NICOLAO ...".

Presumibilmente, la nascita di Pisciotta può essere collocata tra gli anni 915 e 1000 ma in verità non vi sono documenti diretti che possano suffragare tale ipotesi.

La prima notizia sicura che tratta di Pisciotta è desumibile dal "Catalogus Baronum"scritto tra il 1144 e il 1148. Si legge infatti nel Catalogo che titolare del Feudo di Pisciotta era tal Florio di Cammarota e, per suo conto, il paese era governato (in suffeudo) da un tale, a nome "Niel de Pissocta". 

In passato, spesso si è caduti nell'errore di confondere, stante la stessa radice del toponimo, Pisciotta con la antica Pyxus o Pyxo, ritenendo che quella antica città fosse situata laddove oggi trovasi il paese. Strabone, nella sua "Geografia", testualmente così scrive: "Post Palinurum (est) Pyxus, promontorium, et portus, et amnis, tria enim uno concenta sunt nomine......Secundum Pyxuntem est Laus sinus, et amnis".

Alcuni ritennero che, allorquando Strabone parlava di Pyxus , volesse riferirsi alla attuale Pisciotta. Nulla di più errato: Strabone, nel descrivere questa parte di Italia, veleggiava lungo le coste del Tirreno da nord a sud e, quindi, allorquando si trattava dei posti ubicati dopo il promontorio di Palinuro ( post Palinurum), si riferiva effettivamente all zona di Bussento, nel quale si trovavano la città ( Pyxus) il fiume e il porto, aventi tutto lo stesso nome ( tria enim uno concenta sunt nomine).

Per altro verso, poi, l'errore interpretativo poteva essere agevolmente evitato se si fosse letta attentamente la descrizione del territorio dove si parla, dopo Pyxus, del golfo e del fiume Laos che sono posti ancora più a sud.

Perseverando nell'errore, anche il Mons. De Nicolai (1795), nel rammentare che Buxetum fu colonia romana e sede Episcopale, afferma che la citta sorgeva "...Ubi nunc Pixuntum, vulgo Pisciotta".

Il Ferrario (1677) non si discosta da tale orientamento, ritenendo che "Pjzuntum - seu Pyxus", in passato colonia e sede episcopale, fosse situata laddove oggi si trova l'omonimo promontorio, volgarmente detto "capo di Pisciotta". Tale notizia è chiaramente inattendibile perché nella zona dove attualmente è ubicata Pisciotta non esiste alcun promontorio così denominato.

F. Volpi (1752) persiste nell'errore, affermando che "Policastro è molto lontana da Palinuro, nelle cui vicinanze......... sappiamo essere stata Bussento......; onde Pyxuntum si è chiamata sempre latinamente Pisciotta, e il suo Promotorio che da Strabone è chiamato anche Bussento, oggi si chiama Capo di Pisciotta".

Chi corregge l'errore è sicuramente il geografo C. Gatta (1732) il quale fa definitiva chiarezza sull'equivoco, affermando: "secondo il mio parere Pyxuntum non è lo stesso che Bussento che fu colonia e città vescovile, la quale si trovava al di là del Porto e del Promontorio di Palinuro ove al presente è Policastro".

Alle medesime conclusioni perviene il geografo Abate D. Romanelli ( 1815) il quale sostiene che"non poteva adunque questa città (Bussento) occupare il sito di Molpa né quello di Pisciotta perché entrambi situati al di là, ossia all'Occidente degli Infischi, ma doveva alzarsi dopo di detto capo, dove cominciava il seno Lao, oggi Golfo di Policastro".

Ulteriori ed interessanti spunti sulla genesi del toponimo Pisciotta sono forniti da un commento di tal Leopoldo Pagano (nato e vissuto a Diamante, Cosenza n.d.r.), a corredo delle notizie storiche su Pisciotta offerteci da F. Girelli nel suo libro Il regno delle due Sicilie descritto ed illustrato, edito nel 1853.

Per il Pagano l'etimo Pisciotta deriva da "Pyxiotae"che significa "abitanti di Pixo", cioè domiciliati fuori dalla madre patria. Pyxiotae è simile, per struttura, all'etimo "Italioti" o "Sicilioti", cioè abitanti della Grecia sparsi fori dalla patria, in Italia o in Sicilia.

Raccordandosi, pertanto, anche se in una diversa prospettiva sotto il profilo interpretativo, alle tesi sostenute dal Cirelli e dal Racioppi, i "Pyxioti", per Leopoldo Pagano sono in definitiva gli abitanti di Pyxus che, fuoriusciti dalla madre patria, si trasferirono in queste nostre terre, dando origine al primo nucleo abitativo, cui fu conferito il nome di Pisciotta.

 

Per approfondimenti, si rimanda al libro "Pisciotta" edito nel 1996 dal Centro di Promozione Culturale per il Cilento", con sede in Acciaroli (SA), via N. Bixio n°59, scritto da me e dagli amici Massimino Iannone e Pasquale Splendore.


(30 dicembre 2001)


(*) Pasquale Mautone è Avvocato presso il Foro di Vallo della Lucania - ha condotto approfonditi studi storiografici su Pisciotta

(**) Storia dei Popoli della Lucania e della Basilicata - Edito per i tipi della Ermanno Loescher di Roma, nell'anno 1889